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AI SAPIENS: l’evoluzione del supercalcolo italiano, dal primo computer fino alle AI factories europee.
28 maggio 2026#Innovation

AI SAPIENS: l’evoluzione del supercalcolo italiano, dal primo computer fino alle AI factories europee.

Francesco Ubertini, Presidente del Cineca, racconta il ruolo strategico del supercomputer Leonardo nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e della competitività industriale

In questa nuova puntata di AI Sapiens, esploriamo il supercalcolo, l’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale, dalle intuizioni di Enrico Fermi fino ad arrivare a “Leonardo”, il supercomputer del Cineca tra i più potenti al mondo.

Al centro il legame sempre più stretto tra potenza di calcolo, ricerca scientifica, AI e sviluppo industriale, con uno sguardo sulle opportunità future per l’Italia e per le imprese europee.

Un viaggio che parte dalla fine degli anni Sessanta, quando quattro università decisero di unire le forze per acquisire il primo supercalcolatore, dando avvio a un percorso che oggi porta il Cineca a gestire una delle infrastrutture di supercalcolo più avanzate al mondo.

“Il supercalcolatore Leonardo, in onore di Leonardo da Vinci che gestiamo oggi, è il ventesimo nella storia di Cineca. È stato inaugurato nel 2022 ed è in grado di fare 250 milioni di miliardi di operazioni al secondo”, ha dichiarato Francesco Ubertini.

Il supercalcolo oggi è una delle basi tecnologiche che rendono possibile lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

“Grazie alla loro enorme potenza di calcolo e alla disponibilità di grandi quantità di dati, vengono utilizzati per addestrare i grandi modelli linguistici e per far funzionare le applicazioni AI che utilizziamo ogni giorno”, continua Bertini.

Lo sguardo si sposta infine sulle sfide che attendono il sistema produttivo europeo. Bertini evidenzia come l’intelligenza artificiale e il supercalcolo rappresentino un’opportunità strategica soprattutto per le piccole e medie imprese, chiamate a sfruttare queste tecnologie per innovare, aumentare la produttività e restare competitive in un mercato sempre più globale.

Un passaggio che richiede non solo infrastrutture avanzate, ma anche la capacità di trasformare la ricerca e l’innovazione in applicazioni concrete per il mondo industriale.

“Per me oggi quello che sta succedendo per le imprese è che stiamo passando dal salto in alto al salto con l’asta. L’obiettivo è sempre lo stesso, quello di saltare in alto, ma oggi la tecnologia è l’asta”, conclude Ubertini.

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