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Quotarsi per crescere: il modello delle PMI ‘vincenti’ a Piazza Affari
03 July 2026#WeeklyWatch

Quotarsi per crescere: il modello delle PMI ‘vincenti’ a Piazza Affari

La Borsa può diventare un acceleratore di crescita per le PMI italiane. Le migliori matricole dopo l’IPO generano più ricavi, utili e occupazione, ma il mercato resta ancora sottoutilizzato rispetto al potenziale del Paese

Una scelta per crescere. Per le PMI, la quotazione in Borsa non è una semplice strada per raccogliere capitali, ma una vera e propria leva strategica, in grado di dare il via a un percorso di sviluppo e creazione di valore.

Questo è il messaggio che emerge dalla ricerca “Quotazione in Borsa e creazione di valore: il percorso delle IPOvincenti’ a Piazza Affari” della nona edizione dei “Quaderni di ricerca”, realizzata da Intermonte in collaborazione con il Politecnico di Milano.

L’analisi ci ha permesso di identificare correlazioni robuste tra determinate scelte di governance, struttura dell’operazione e strategie post-IPO da un lato, e la capacità di creare valore nel tempo dall’altro”, spiega Giancarlo Giudici, docente della School of Management del Politecnico di Milano e referente scientifico della ricerca.

L’indagine, condotta sul periodo compreso tra il 2011 e il 2025, ha preso in esame un campione costituito dalle 363 imprese quotate in Borsa con capitalizzazione iniziale inferiore al miliardo di euro, su tutti i listini. Un campione rappresentativo dell’economia italiana: il 65% delle imprese opera nei settori consumer, industrial e technology, cuore del tessuto produttivo nazionale

Ma tra le piccole e medie imprese italiane, la scelta di prendere la via di Piazza Affari non è così popolare come ci si potrebbe aspettare guardando ai risultati.

A fronte di quasi 5 milioni di realtà imprenditoriali che sostengono il tessuto economico dei territori, che generano il 63% del valore aggiunto nazionale e impiegano il 76% dei lavoratori, solo 373 sono quotate in Borsa”, afferma l’amministratore delegato di Intermonte, Guglielmo Manetti.

Un paradosso tutto italiano, in cui il mercato azionario resta sottodimensionato rispetto al potenziale del Paese.

Eppure, l’effetto volano della Borsa è quanto mai evidente.

Nei cinque anni successivi alla quotazione, le società con i migliori rendimenti di Borsa – il Top 25% del campione – registrano un rendimento cumulato di oltre il +50%.

E non è solo questione di performance borsistica, ma di impatto reale. Le società che hanno registrato i migliori risultati in Borsa hanno contestualmente incrementato fatturato, occupazione e redditività in misura significativa. Nello stesso periodo, le oltre 90 imprese del Top 25% hanno visto raddoppiare i ricavi (+102%), crescere EBITDA e utile netto del +203% e aumentare i posti di lavoro del 71% (oltre 10 mila).

Questi non sono solo dati finanziari: sono posti di lavoro e valore distribuito nei territori. La quotazione, fatta bene, è un acceleratore di crescita reale. In Intermonte lavoriamo ogni giorno perché sempre più imprese italiane possano cogliere questa opportunità che, da un lato, consente di mantenere il controllo pur nel rispetto di regole di trasparenza, dall’altro può offrire una fonte di finanziamento stabile e alternativa al debito”, sottolinea Manetti.

La crescita è stata in molti casi alimentata da strategie di acquisizione post-IPO, grazie alle risorse raccolte, ma l’analisi evidenzia anche numerosi casi di imprese che hanno incrementato autonomamente fatturato e quote di mercato, beneficiando della maggiore visibilità e della liquidità rese disponibili dalla quotazione in Borsa. Un ruolo importante è stato giocato anche dall’internazionalizzazione.

La ricerca ha infine individuato i driver per una quotazione vincente delle PMI, sintetizzati in un “decalogo” di buone pratiche, tra cui: governance solida e snella, pricing equilibrato, adeguato flottante, piani credibili di crescita. “Il decalogo è una sintesi di comportamenti che hanno storicamente distinto le quotazioni di maggiore successo, ovviamente accompagnate da un solido piano industriale orientato alla crescita e da capacità manageriali adeguate per renderlo concreto. L’auspicio è che possa orientare le scelte di chi si avvicina al mercato dei capitali, contribuendo a rendere la quotazione un percorso di crescita sostenibile e non solo un evento finanziario”, spiega il professor Giudici.

Ne emerge un messaggio chiaro: la quotazione non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso. Accompagnata da strategia, visione e capacità manageriale, può trasformarsi in un moltiplicatore di valore per l’impresa e per l’economia reale. Le imprese vincenti di Piazza Affari diventano così un volano per il Paese: crescono, innovano, assumono, si internazionalizzano.

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